Infestanti › Aracnidi

Scorpioni

Come interveniamo

Ispezione

Sopralluogo e indagine accurata della situazione, per identificare con certezza la specie infestante e la dimensione dell’infestazione.

Trattamento disinfestante

Solitamente la prevenzione viene effettuata sensibilizzando al mantenimento dell’igiene degli ambienti, alla tamponatura dei passaggi sotto le porte e/o finestre. Solo in casi di forte infestazione o disagio personale si può intervenire con interventi chimici. La scelta del formulato parte sempre da una valutazione attenta del profilo eco-tossicologico da parte dell’operatore della Radis.

L’ordine degli scorpioni comprende circa 1500 specie al mondo, diffuse soprattutto nelle regioni tropicali e subtropicali. Sebbene tutte le specie siano in grado di inoculare una certa quantità di veleno nelle prede, quelle considerate pericolose per l’uomo sono circa 20. Delle attuali 17 famiglie esistenti al mondo, in Europa ne sono presenti due, Chactidae e Buthidae. Gli scorpioni sono aracnidi dal corpo piuttosto allungato, in generale le dimensioni variano da 2 a 20 cm circa.

Biologia: Gli scorpioni sono generalmente animali schivi; durante il giorno vivono in ambienti bui, sotto le pietre o in gallerie poco profonde, che abbandonano di notte per cacciare insetti, ragni, e altri piccoli animali. Gli animali più grandi o molto mobili, vengono prima paralizzati con il veleno dell’aculeo, poi divorati. La femmina non depone uova ma produce piccoli già mobili, che trasporta per alcuni giorni sull’addome. Lo sviluppo è diretto cioè i piccoli, che alla nascita sono identici agli adulti, aumentano di dimensione attraverso varie mute, fino alla maturità sessuale.

Nella maggior parte del territorio italiano risulta essere presente soltanto il genere Euscorpius (famiglia Chactidae) con 4 specie, Euscorpius italicus, E. flavicaudis, E. germanus ed E. carpathicus, tutte molto simili fra loro sotto l’aspetto morfologico ed ecologico.

Inoltre, ulteriori studi sulla scorpiofauna italiana hanno permesso di individuarne altre 4 specie: E. alpha, E. gamma, E. sicanus, E. tergestinus. È opportuno menzionare anche Buthus occitanus (famiglia Buthidae) poiché sebbene presente in Spagna, Francia meridionale e in altre regioni europee è stato occasionalmente segnalato anche in Liguria. La puntura di questo scorpione risulta essere molto più dolorosa e pericolosa rispetto a quella delle specie del genere Euscorpius. Le dimensioni sono comprese tra 2 e 5 cm, secondo la specie e l’età. La colorazione delle specie presenti in Italia è generalmente bruno-nerastra. Come tutti gli altri scorpioni, anche le specie appartenenti al genere Euscorpius sono predatori notturni mentre di giorno rimangono nascosti sotto i sassi, nei vecchi muri, nelle legnaie, ecc. La riproduzione avviene durante la stagione calda.

Danni: In Italia la puntura da scorpione è un evento piuttosto raro. Lucifugi e attivi di giorno solo se disturbati, gli scorpioni tendono a fuggire come prima forma di difesa, mentre solo se intrappolati e molestati finiscono per pungere. Nella maggior parte dei casi gli effetti della puntura da Euscorpius sono paragonabili a quelli della puntura di una vespa o di un’ape, in un soggetto normosensibile. Alcune specie appartenenti ai generi Centuroides, Androctonus, Tityus, Leiurus e Buthus, possiedono un veleno nettamente più tossico. Pur non essendo naturalmente presenti in Italia, specie appartenenti a tali generi possono essere accidentalmente o illegalmente importate dai Paesi d’origine. La puntura degli scorpioni riportati sopra provoca oltre ad un forte bruciore, una lesione di tipo necrotico emorragico; a volte possono seguire fenomeni neuro e cardiotossici talmente gravi da risultare letali. È importante sottolineare che il danno arrecato all’uomo da tali punture dipende in gran parte dalla reattività del soggetto colpito e dal suo peso corporeo, che determina la concentrazione del veleno stesso nell’organismo. Le dimensioni dello scorpione non sono correlate, in termini di proporzionalità, all’intensità dell’effetto tossico.

Prevenzione e monitoraggio: Il metodo più efficace per contrastare la presenza di questi animali consiste nell’evitare di fornire loro rifugi tramite l’accumulo di materiali (cataste di scatoloni, cassette, laterizi, ecc.) negli ambienti domestici e di lavoro.

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