Infestanti › Aracnidi

Zecche molli

Come interveniamo

Ispezione

Sopralluogo e indagine accurata della situazione, per identificare con certezza la specie infestante e la dimensione dell’infestazione.

Trattamento disinfestante

Solitamente il controllo delle zecche molli viene effettuato combinando diversi sistemi sia meccanici che chimici a seconda della situazione.

Gli Argasidi sono definiti “zecche molli” in quanto non presentano in nessuno stadio di sviluppo lo scudo dorsale chitinoso. Altri caratteri differenziali sono: rostro in posizione ventrale nella ninfa e nell’adulto, posto in una fossetta detta camerostoma, e pulvilli (cuscinetti ambulacrali posti all’estremità delle zampe) presenti solo nello stadio larvale. In Italia sono presenti 2 generi di Argasidae: Argas e Ornithodoros.

Il ciclo biologico degli Argasidi si compie attraverso quattro stadi di sviluppo: larva esapode, I ninfa, II ninfa e adulto. La femmina, a differenza delle zecche dure, dopo l’ovodeposizione non muore ma è pronta a compiere un altro pasto di sangue. Gli Argasidi di giorno si nascondono nelle vicinanze dell’ospite, e di notte si nutrono su di esso. Il pasto di sangue è molto rapido e abbondante, dopo di che la zecca torna a nascondersi. Sono acari che prediligono le regioni calde. Delle zone temperate sono gli Argasidi che parassitano polli e piccioni e occasionalmente l’uomo, invadendo talvolta le abitazioni. Il potenziale riproduttivo delle zecche molli non è elevato (depongono 200-600 uova per volta), ma è rapido il ciclo biologico che può completarsi in condizioni ottimali in circa 40 giorni.

Argas reflexus

Argas reflexus, la zecca del piccione, è una specie paleartica, originariamente parassita del piccione selvatico (Columba livia livia) e in seguito anche di quello domestico (Columba livia domestica), divenendo specie endofila ben adattata agli ambienti urbanizzati.

Danni: La crescita demografica del piccione domestico in tutta l’area del bacino del Mediterraneo e nel nord Europa ha creato notevoli problemi ambientali in area urbana ed ha anche favorito l’aumento di Argas reflexus con rischi per la salute dell’uomo. Negli ultimi anni si sono avute numerose segnalazioni di abitazioni letteralmente invase da questa zecca, soprattutto nel periodo novembre-marzo, quando la zecca è attirata all’interno delle case dalla temperatura e dalla tensione di CO2. La zecca con le sue punture può provocare lesioni gravi dovute all’alto potere allergizzante. Tuttavia non è stato riconosciuto il suo ruolo nella trasmissione di patogeni per l’uomo. Durante il giorno la zecca del piccione si nasconde negli anfratti dei muri o del legno grazie ad una forte risposta a stimoli di contatto. Nota a tutti è l’eccezionale resistenza di questa zecca al digiuno, anche sette anni. Argas reflexus provoca nel piccione altamente infestato un’abbondante perdita di sangue. Trasmette Borrelia anserina, responsabile della spirochetosi negli uccelli e di Aegyptianella pullorum, agente patogeno della piroplasmosi dei volatili. Sono sempre più frequenti le segnalazioni di attacchi all’uomo da parte di questo argaside, specialmente in prossimità di luoghi un tempo occupati dai piccioni.

Monitoraggio: La capacità di Argas reflexus di penetrare in ambienti ristretti, il suo alto grado di sopravvivenza e altri importanti fattori morfologici, fisiologici e comportamentali, rendono il controllo di questa zecca estremamente complesso. Alla ricerca dei siti di aggregazione delle zecche segue il successivo uso di piretro per stanare Argas reflexus dal nascondiglio.

Poiché il controllo della zecca del piccione è particolarmente difficile e oneroso, rivestono una particolare importanza le misure preventive atte a debellare, o perlomeno ridurre, la presenza di Argas reflexus nelle nostre città. Tali misure di prevenzione si concretizzano nel controllo delle popolazioni di piccioni.

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