Infestanti › Aracnidi

Zecche

Come interveniamo

Ispezione

Sopralluogo e indagine accurata della situazione, per identificare con certezza la specie infestante e la dimensione dell’infestazione.

Trattamento disinfestante

Solitamente il controllo delle zecche viene effettuato combinando diversi sistemi sia meccanici che chimici a seconda della situazione.

Le zecche sono ectoparassiti ematofagi (si nutrono di sangue) dei vertebrati. In ambienti forestali, ben protetti dalla vegetazione, molte specie trovano rifugio sotto le foglie, in piccole aree umide o addirittura nel sottosuolo. Esistono però specie che vivono in ambienti urbani assolutamente privi dell’azione protettiva esercitata dalla vegetazione. Queste zecche, oltre a resistere a condizioni climatiche insostenibili, amano sostare in prossimità dell’ospite e, in ogni caso, hanno la capacità di ricercarlo attivamente e di raggiungerlo attirate dall’emissione di anidride carbonica.

Le zecche sono artropodi appartenenti alla classe degli aracnidi, collocati nell’ordine degli acari. A tutt’oggi si conoscono nel mondo circa 870 specie raggruppate in tre famiglie: Ixodidae, che comprende 13 generi e quasi 680 specie; Argasidae con oltre 190 specie in cinque generi e Nuttalliellidae con un genere e una specie. In Italia sono state segnalate 37 specie di zecche di cui 7 appartenenti alla famiglia Argasidae e 30 alla famiglia Ixodidae. Le specie appartenenti a quest’ultima famiglia differiscono da quelle della prima per la presenza, in tutti gli stadi di sviluppo, di uno scudo dorsale chitinoso e del rostro sempre visibile dorsalmente.


Ixodidae

Sono anche dette “zecche dure” per la presenza dello scudo dorsale chitinoso esteso a tutta la superficie nel maschio, limitato alla regione anteriore in larve, ninfe e femmine per permettere al parassita di ingerire quantità di sangue notevolmente superiore al proprio peso corporeo.

Ciclo biologico: Il ciclo biologico delle zecche dure si compie, a partire dall’uovo, attraverso tre stadi di sviluppo: larva, ninfa e adulto. Per mutare da uno stadio all’altro, la zecca deve compiere un pasto di sangue che può avvenire su uno stesso ospite, su due o più ospiti. Gli ospiti appartengono a specie diverse, negli stadi larvale e ninfale sono generalmente roditori, uccelli, rettili, mentre gli ospiti delle zecche adulte sono grossi mammiferi, soprattutto bovini ed equini.

Il ciclo vitale si compie mediamente in un anno (talvolta si hanno due generazioni in un anno). Alcune specie hanno bisogno di più tempo per compiere il ciclo di sviluppo, talvolta anche diversi. La femmina, dopo essere stata fecondata, trascorre un periodo di pre-ovodeposizione passato il quale depone nel terreno un numero di uova variabile secondo le specie, dopo di che muore. Le uova si presentano in ammassi ricoperti da una sostanza particolare, che ne impedisce l’essiccamento; sono ovali, di colore che varia dal giallo chiaro al marrone. Dall’uovo emerge la larva che, una volta compiuto il pasto di sangue, muta in ninfa, che muterà a sua volta in adulto.


Ixodes ricinus

Questa zecca, che si localizza nel terreno di zone a bosco ceduo alternato a cespugli e a pascoli, è tra le specie che in Europa aggredisce più frequentemente l’uomo. I maschi misurano 1,2-2,5 mm, le femmine a digiuno 3-4 mm e dopo il pasto di sangue 11-12 mm. Parassita normalmente uccelli, roditori, mammiferi e l’uomo allo stadio di larva, ninfa e adulto. Le larve succhiano sangue per 3-4 giorni, le ninfe per 4-6 e le femmine adulte per 7-8 giorni. A ogni fase parassitaria, trascorsa su specie diverse di ospiti, segue una fase a vita libera; l’intero ciclo biologico si compie mediamente in tre anni.

La specie è largamente diffusa in zone fredde e temperate dell’Europa. In Italia, Ixodes ricinus è stata segnalata in quasi tutte le regioni dove siano presenti boschi, praterie, brughiere, margini di foreste di latifoglie e pascoli che garantiscono umidità relativa, temperatura dell’aria e del suolo e il tipo di ecosistema vegetale idoneo al suo sviluppo e alla sua capacità riproduttiva. La zecca del bosco presenta due picchi di densità: uno principale in primavera e uno secondario in autunno, ma la dinamica stagionale può presentare variazioni anche notevoli, essendo condizionata dalla temperatura e soprattutto dall’umidità relativa, che influenzano l’equilibrio idrico della zecca.

Danni: Ixodes ricinus ha un ruolo importante nella trasmissione di virus (Tick-Borne Encephalitis, TBE), rickettsie, batteri (malattia di Lyme) e protozoi (Babesia) agenti eziologici di patologie dell’uomo e degli animali domestici (soprattutto ovini e bovini) e selvatici (caprioli, cervi, volpi e lepri). Il virus TBE è responsabile di una delle più gravi infezioni trasmesse da Ixodes ricinus, l’encefalite da zecche, malattia diffusa in Europa e da tempo segnalata anche in Italia. La malattia di Lyme, causata dalla spirocheta Borrelia burgdorferi è stata isolata per la prima volta in Italia da Ixodes ricinus nel 1986. La malattia di Lyme manifesta una marcata stagionalità della malattia, dalla primavera all’autunno, quando le zecche sono più attive. In Ixodes ricinus, B. burgdorferi permane per tutta la vita e si trasmette sia trastadialmente che transovaricamente. Le borrelie sono trasmesse alla fine del pasto di sangue quando viene rigurgitato parte del contenuto intestinale nella ferita. I serbatoi d’infezione di B. burgdorferi possono essere mammiferi selvatici quali cervi, conigli, ratti e piccoli roditori sui quali Ixodes ricinus svolge una parte del ciclo di sviluppo.

Controllo: Per Ixodes ricinus possono essere attuate misure sull’ambiente modificando l’habitat, sugli ospiti domestici (controllo chimico e/o riduzione degli ospiti) e sull’uomo (controllo individuale). In aree in cui siano presenti zecche è consigliabile indossare indumenti protettivi, applicare repellenti su calze e pantaloni.

I trattamenti chimici, in aree sensibili (scuole, asili, parchi pubblici) vanno sempre preceduti da monitoraggio ambientale per assicurarsi la reale presenza in termini di specie presente e carica potenzialmente infestante.

Rimozione della zecca: rivolgersi ai sanitari.

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