Infestanti › Insetti volanti

Vespe

Come interveniamo

Ispezione

Sopralluogo e indagine accurata della situazione, per identificare con certezza la specie infestante e la dimensione dell’infestazione.

Trattamento disinfestante

Solitamente il controllo delle vespe viene eseguito mediante l’individuazione dei favi e combinando diversi sistemi sia meccanici che chimici a seconda della situazione.

Nel nostro Paese sono presenti varie specie di vespe appartenenti ai generi Polystes Latreille, e Vespula, che rappresentano le vespe sinantropiche più comuni. Sono caratterizzati da un corpo snello, lungo circa 1,5 cm, colorato a fasce alterne solitamente gialle e nere. A differenza delle api, il pungiglione è liscio o leggermente dentellato, può essere quindi retratto agevolmente dalla ferita, consentendo l’effettuazione di punture ripetute.

Le vespe vivono in colonie, da 400 a 80.000 individui che, nei nostri climi, sono presenti solamente durante la stagione calda, da aprile a ottobre. Essi costituiscono nidi complessi, caratteristici, detti favi, costituiti da numerose celle disposte orizzontalmente e realizzati con una sorta di cartone ottenuto impastando fibre vegetali. In genere vengono costruiti all’interno di cavità naturali di alberi o al riparo di manufatti (sottotetti, canne fumarie, cassonetti, infissi, ecc.). Alcune vespe, in particolare Vespa germanica, approfittano spesso delle cavità create da altri animali (arvicole e talpe) per costruire il nido. In autunno sopravvivono le sole femmine fecondate, che svernano in ricoveri di fortuna fino a primavera, quando ricostruiranno le colonie. Le vespe si cibano di liquidi zuccherini, sostanze vegetali e proteiche, e sono predatrici di altri insetti. Sono insetti iperattivi, la cui attività continua anche nelle ore notturne.

Danni: L’importanza sanitaria è legata al veleno inoculato al momento della puntura. Anche se le quantità iniettate sono minime, il veleno contiene principalmente sostanze di natura proteica, tra cui alcuni enzimi che causano una modesta reazione locale, caratterizzata da dolore e lieve edema. Si calcola che una frazione della popolazione (inferiore all’1%) può avere manifestazioni cliniche serie, dovute alla reazione allergica che segue la puntura. Queste si manifestano in genere con una reazione locale estesa, con un imponente edema ed eritema intenso, che si estende oltre la sede di inoculazione. I soggetti ipersensibili possono considerarsi a rischio se nuovamente punti. In questo caso è probabile la comparsa di manifestazioni generalizzate che possono arrivare fino allo shock anafilattico, con esito fatale. In soggetti non ipersensibili possono comunque manifestarsi reazioni gravi, questo in caso di punture multiple dovuto a un attacco da parte di uno sciame di imenotteri. Esse possono diventare particolarmente infestanti in ambiente urbano, quando i residui alimentari non vengono correttamente smaltiti. In ambienti rurali possono causare gravi danni alle colture frutticole.

Prevenzione: Tali infestazioni possono essere prevenute rendendo inaccessibili quei manufatti che più si prestano a ospitare un favo, come vecchi solai, intercapedini, ecc., eliminando scrupolosamente tutti i residui alimentari, e con il lavaggio e la disinfezione periodica dei cassonetti.

Lotta: Gli interventi di lotta consistono nell’individuazione e rimozione dei favi. In caso di infestazioni da sciami imponenti, si può ricorrere all’impiego di insetticidi con spiccato potere abbattente (piretroidi). In questo caso i trattamenti vanno effettuati sui nidi durante le ore notturne, quando gli insetti sono a riposo.

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